Entriamo nel prodotto, fino alla sua struttura più profonda

Per noi ricerca e innovazione non significano inseguire parole nuove. Significano conoscere meglio il tessile, studiarlo più a fondo e migliorarlo in modo concreto.

Non ci fermiamo alla selezione delle materie prime o alla scelta dei filati. Entriamo nello specifico della fibra, del tessuto, del suo comportamento nei lavaggi, del rilascio di sostanze e della sua durabilità. È qui che mettiamo anche la scienza: per capire di più, controllare meglio e costruire prodotti sempre più affidabili per l’uso professionale. La ricerca abbiamo finanziato con l’Università degli Studi di Roma Foro Italico è partita nel 2021 e si concentra sui tessili innovativi, sul riuso delle fibre naturali come il cotone e su tecniche fotocatalitiche applicate al settore.

Studiare il tessile, non solo commercializzarlo

Nel nostro lavoro il prodotto non può essere una scatola chiusa. Per essere davvero credibili dobbiamo sapere che cosa c’è dentro un tessuto, come si comporta nel tempo, quali prestazioni può mantenere e quali criticità può generare lungo la filiera.

Per questo abbiamo scelto di investire in un percorso di ricerca strutturato, insieme al gruppo di Igiene dell’Università Foro Italico coordinato dal professor Vincenzo Romano Spica, con attività condotte dall’ingegnera Giusy Lofrano. È una scelta precisa: mettere attorno al prodotto competenze scientifiche, metodo di analisi e capacità di leggere il tessile in modo più approfondito.

Dalla fibra ai reflui: il prodotto viene osservato lungo tutto il suo ciclo

La ricerca che portiamo avanti si muove su più livelli. Da una parte lavora sulla durabilità e sulla riutilizzabilità dei materiali. Dall’altra studia ciò che accade durante i lavaggi, con attenzione all’acqua di processo, al rilascio di colore, agli azzurranti ottici, alle fibre e agli effetti dei reflui sul comparto idrico.

La prima fase si è concentrata sui tessuti a metraggio colorati destinati al tovagliato, per valutarne l’impatto durante i cicli di lavaggio e asciugatura. In seguito l’attenzione si è spostata sui tessuti bianchi, in particolare asciugamani e lenzuola, per analizzare il rilascio di sostanze contaminanti e il comportamento degli effluenti prodotti dal bagno del cotone. 

Ricerca applicata, non teoria

Questo lavoro non nasce per restare su un piano accademico. Nasce per avere ricadute concrete sul prodotto e sul settore.

Nei test sui tovagliati colorati sono stati selezionati 12 tessuti di colori diversi e sottoposti a cicli ripetuti di lavaggio e asciugatura; l’acqua è stata poi analizzata rispetto a rilascio del colore, torbidità, carbonio organico totale ed effetti su organismi bersaglio. Dopo 12 cicli, colore e torbidità risultavano rimossi al 99%, mentre la tossicità osservata diminuiva in modo significativo tra il primo e l’ultimo lavaggio.

Negli sviluppi successivi, sui tessuti bianchi, abbiamo approfondito il tema degli azzurranti ottici, del rilascio di fibre e della composizione degli effluenti, arrivando a sperimentare trattamenti innovativi sui reflui di lavanderia attraverso processi fotocatalitici e nanomateriali ingegnerizzati, con una rimozione pressoché totale dei composti rilevati e della tossicità. 

Innovazione significa anche laboratorio

La ricerca universitaria lavora insieme a un altro investimento che per noi è strategico: il potenziamento del laboratorio interno.

Abbiamo acquisito un sistema di microscopia ad alta definizione per analizzare fibre, filati e caratteristiche dei tessuti con maggiore precisione. Questo strumento ci aiuta a classificare meglio le fibre, rilevare impurità e supportare il controllo qualità con un livello di dettaglio più alto. In pratica, significa rafforzare il legame tra ricerca, verifica dei campioni e miglioramento del prodotto. 

Una ricerca che guarda al futuro del tessile professionale

Per noi innovare non vuol dire allontanarsi dal prodotto. Vuol dire andarci più vicino.

Significa conoscere meglio le materie, capire come reagiscono nei processi, leggere i segnali che arrivano dai lavaggi, studiare le fibre naturali e le tecnologie che possono migliorarne uso, riuso e performance. È questo che ci permette di stare sul prodotto con più competenza, e non limitarci a portarlo sul mercato.

Il senso di questo impegno è chiaro: contribuire a un tessile professionale più evoluto, più controllato e più adatto alle sfide dei prossimi anni.

Per chi lavora con noi questo significa una cosa molto concreta: sapere che dietro il prodotto non c’è solo esperienza commerciale, ma anche studio, verifica, sperimentazione e volontà di migliorare davvero ciò che proponiamo.